Inoppugnabili
fonti autografe degli ebrei italiani diffondono ulteriori verità
sul "risorgimento".
A scanso di equivoci e per non toccare l'eccessiva suscettibilità
del "popolo di Abramo", iniziamo con l'affermare che i termini
"sionista" ed "ebreo" non si equivalgono; la precisazione
si rende utile ai fini della migliore lettura di quanto si va a proporre
in questo servizio che tratta invece del "sionismo massonico".
Maurizio Blondet - benchè prestigiosa firma del giornalismo e
storico revisionista - trova, spesso, difficoltà anch'egli nella
pubblicazione di molti articoli di approfondito discernimento e competenza,
colà ammettesi che "una pletora di professoroni del laicismo
patriottico è impegnata a difendere a spada tratta quei principi
laici che fondano la nostra repubblica, scagliandosi contro improbabili
reazionari che tendono - mediante il revisionismo - a ledere la sacralità
di alcuni tabù, eternamente utili alla gestione del potere".
Noi Meridionali - e la nostra Storia Proibita - siamo uno di questi
tabù; i nostri Padri Padroni della Patria rifiutano il confronto,
sui FATTI della verità storica, poiché il LORO INTERESSE
non è nella cultura quindi nell'evoluzione di un popolo ma esclusivamente
nell'ostinazione a non voler rinunciare a quelle idee UTILI al loro
Potere. Chi rifiuta il confronto con altre tesi non aiuta il Paese a
crescere, ad evolvere, ma lo schiaccia sotto il peso della sua voracità.
Ciò detto, fa intendere quanta paura facciano le nostre fonti
di ricerca storica e la diffusione di queste, che comunque verranno
sempre tacciate di mera fantasia poiché proposte da noi revisionisti,
giudicati "clericali" e "reazionari".
Allora, non ci resta che invertire la rotta, e spulciare presso le LORO
FONTI, considerate "VANGELO"; utili documentazioni CERTE,
VERIFICABILI, INOPPUGNABILI!...Un po' come "dare la zappa sui piedi"
ai finti sordi di sempre. Qui, ci vengono in aiuto i componenti dell'Associazione
Insegnanti Ebrei d'Italia - con sede a Milano - che in un loro volume
(ormai esaurito) - a cura dell'Histadruth Hamorìm, nel 1961 -
celebrazione dei cent'anni dell'Unità d'Italia - pubblicarono
gli atti di un seminario organizzato nel 1959 a Vigo di Cadore, colà
attestasi l'importante aiuto fornito dagli Ebrei al "risorgimento"
italiano. Il marxiano divieto "di far domande", sottintende
presso gli annosi storici di quel settore "laico", resistenziale,
fra cui primeggiano Galante Garrone e Norberto Bobbio, il riconoscimento
negli storici della generazione "revisionista" del nemico
di sempre : "sanfedista" ovvero "la parte più
primitiva del clericalismo italiano", "neointegralista papista"
in coalizione, per la perpretazione di "una provocazione inaccettabile
per l'Italia civile", accusata di "erodere l'assetto democratico
della società laica e repubblicana"(M.Blondet). C'è
qualcosa che non deve essere assolutamente scoperto, nel nostro risorgimento?
Un Establishment che corre in anticipo ai ripari, per controllare la
storia?. Pare proprio di sì!
Ripreso testualmente dal libro ebraico di cui dicesi :"Per gli
Ebrei, Risorgimento non significava solo unità d'Italia, ma anche
e soprattutto emancipazione; la lotta non era solo contro lo straniero
che calpestava il suolo nazionale, ma anche contro le classi più
retrive della società italiana, preoccupate soltanto di mantenere
i loro antichi privilegi e lige alle tradizioni del conservatorismo
clericale. Tutti gli ebrei d'Italia partecipano a questa lotta, fanno
parte di società segrete. A Firenze i fratelli Paggi stampano
opuscoli e manifesti clandestini per questa lotta; a Vercelli, il collegio
Foà diventa fucina di patriottismo: Tutti gli ebrei che viaggiano
abitualmente per i loro affari diventano i naturali intermediari fra
le varie società segrete; essi offrono CONTINUAMENTE ARMI E DANARO.
Fra i primi combattenti ebrei del Risorgimento italiano dobbiamo ricordare
: Abramo Fortis, che prende parte ai moti di Faenza nel 1820, Israel
Latis, condannato dal duca di Modena alla Rubiera nel 1822, ed Angelo
Levi, caduto nella battaglia di Salerno del 1828". Qui, il fine
"lotta" nazionale viene indicato chiaramente: non tanto uno
sforzo per l'indipendenza, ma anzitutto - per gli ebrei - la "conquista
di diritti di cittadinanza". Sono loro a dare alla spinta unificatrice
il carattere di una rivoluzione politica e culturale, giacobina; "una
guerra civile contro la maggioranza cattolica, cioè "clericale".
E, da principio, il moto risorgimentale, totalmente finanziato dalla
comunità israelita, si configura come cospirazione di minoranze
militanti, di società segrete terroristiche". Proseguiamo
nella lettura della documentazione israelita: "La rivoluzione di
luglio 1830 abbatte la monarchia borbonica in Francia, e anche questa
rivoluzione ha ripercussioni in Italia: i moti del 1831. A Modena, Angelo
Usiglio e suo fratello Enrico sono collaboratori di Ciro Menotti; si
può dire che tutto il movimento dei patrioti modenesi è
finanziato da banchieri ebrei. Ora, la causa degli Ebrei è più
che mai legata a quella dei patrioti italiani; se un governo reazionario
crolla, le leggi antiebraiche vengono abrogate: Così avvenne
a Roma e a Ferrara, dove i governi provvisori abrogarono tali leggi;
se pure una parte della popolazione continuasse a nutrire sentimenti
ostili nei riguardi degli Ebrei. Ma i moti del '31, soffocati dall'intervento
delle milizie austriache, falliscono, e nella città di Ciro Menotti
sono rimesse in vigore tutte le restrizioni antiebraiche(?) Anzi, il
duca di Modena dimostrò un tale furore contro gli Ebrei, che
perfino il comandante austriaco intervenne per consigliargli moderazione."...
"...tutto il moto patriottico nasceva non dal popolo, ma da una
circoscritta comunità OSPITE. Sapeva, il duca "reazionario"
che "tutto il movimento dei patrioti è finanziato da BANCHIERI
EBREI"....Certo è che i precoci moti di Modena furono un
colpo di stato fallito, repubblicano, condotto da una minoranza non
propriamente italiana, con metodi - inevitabili quando l'azione è
di una minoranza militare, senza seguito popolare - della cospirazione
terroristica"(M.Blondet).........il movimento di "liberazione"
va affermandosi nella coscienza degli italiani. Giuseppe Mazzini fonda
la "Giovine Italia". Mazzini, da principio, non ha molta simpatia
per gli Ebrei ma si ricrede e conta tra i suoi migliori amici degli
ebrei. Nell'esilio di Londra ha come compagno Angelo Usiglio, il passaporto
l'ha avuto dal rabbino di Livorno; a Londra stringe saldi vincoli di
amicizia con la famiglia del banchiere Nathan, la cui casa era aperta
a tutti gli esuli italiani. Sarina Nathan diverrà poi la sua
fida consigliera, ed egli chiuderà la sua travagliata esistenza
a Pisa nella casa di Jeannette Nathan Rosselli, figlia di Sarina. A
Torino, il movimento mazziniano è finanziato dalla famiglia Todros.
David Levi di Chieti, il banchiere poeta, scrive un'ode in memoria dei
fratelli Bandiera, la cui nonna pare fosse un'ebrea di Ancona.
Cosa se ne deduce? Rispetto alle verità ammanniteci dalla "scolastica
post-risorgimentale", Mazzini non corrisponde ai canoni estetico-storici
tramandatici; egli era al centro di una rete ebraica facente capo a
ricche famiglie israelite : i Nathan, i Rosselli ed i Pincherle-Moravia;
gruppi con forti connessioni all'estero, di cittadinanza inglese! L'esilio
di Mazzini non fu affatto turbolento né dovette "guadagnarsi
la vita" poiché a tutto provvedevano il "cittadino
britannico" e "patriota italiano" Nathan ed il massimo
banchiere di Londra, Moses Montefiore. Nei suoi viaggi da fuggiasco,
Mazzini esibiva un passaporto non suo ma del rabbino Sabato Morace,
livornese; Sara Nathan detta Sarina, moglie del banchiere, più
che fida consigliera ne sarà l'amante, e probabilmente suo figlio
Ernesto Nathan, iniziato alla Loggia Propaganda Massonica, "33"
del Rito Scozzese, cittadino britannico e TUTTAVIA SINDACO DI ROMA NEL
1907( sindaco straniero, massone ed ebreo, eloquente messaggio delle
logge al Papa)..era SEME di Mazzini! Concludo, con le parole dell'esimio
Blondet, con un suo commento :"...impossibile dire quanto queste
amicizie ebraiche controllassero il fanatico: Certo è che, dalla
biblica Giuditta, è tradizione che eroine del popolo eletto si
concedano al potente d'altra razza, per manovrarlo o - talora - ucciderlo
nel letto condiviso. Ma è più urgente qui che, appena
eletto, Carlo Azeglio Ciampi, livornese e azionista, ha moltiplicato
i segni d'ossequio a quel genere specifico di "patriottismo",
quasi segnali di riconoscimento rivolti ad ambienti "più
in alto", forse all'estero : ha visitato la tomba di Mazzini e
i luoghi di Livorno consacrati al "cospiratore", e ha riportato
nell'uso presidenziale non la bandiera italiana come la conosciamo,
a tre bande, ma quella che innalzarono le varie "repubbliche mazziniane"
imposte da colpi di stato e in breve fallite : il tricolore a losanga,
con al centro (bianco) la ruota dentata. Come un simbolico segnalare
l'appartenenza ad un preciso gruppo storico?
Per la ricchezza del materiale iconografico e dei molteplici spunti
di correlazione con il momento storico attuale, si rimandano alla prossima
puntata ulteriori approfondimenti, consigliando la lettura della seguente
scheda.
(PILLOLE DI STORIA VERA
tratte dall'autobiografia israelita dell'Histadruth Hamorìm)
cap. VIII - "...ma peggiore che in qualunque altra parte d'Italia
è la condizione degli Ebrei nello Stato Pontificio. Nelle Due
Sicilie, dove il governo è dei più reazionari, non vivono
Ebrei.
cap.
X - " ...A Torino i giovani ebrei partono per il fronte, esortati
dal rabbino stesso; insieme ad ebrei provenienti da altre città,
formano la VII Compagnia bersaglieri, che prende parte alla battaglia
della Bicocca nella prima guerra d'Indipendenza"..."La prima
guerra d'Indipendenza, militarmente sfortunata, non ha mutato la carta
politica d'Italia, ma ha risvegliato le coscienze: si chiede a gran
voce libertà religiosa per gli acattolici; Ebrei ed Italiani
hanno combattuto uniti per l'indipendenza d'Italia, e nell'amore per
la libertà si sono fusi. La prima guerra d'Indipendenza ha dato
agli Ebrei del Regno di Sardegna l'emancipazione."
cap. II - "Intorno al 1000 in tutti i paesi cristiani vengono istituite
le Corporazioni di arti e mestieri, per appartenere alle quali bisognava
professare la fede cristiana; da questo momento gli Ebrei, esclusi da
ogni campo di attività, sono sospinti verso l'unica professione
preclusa ai Cristiani: quella di banchieri (com'è noto, la Chiesa
proibisce di prestar denaro a interesse). La vita degli Ebrei subisce
un mutamento radicale; non solo in Italia, ma in tutta Europa, facendo
commercio di denaro si rendono necessari ovunque, ed è per questa
sola ragione che ovunque sono tollerati. Gli Ebrei di Roma possono considerarsi
i pionieri di questa nuova attività economica : i banchi di credito."
cap. XII - "Nel Veneto e nel Piemonte vi sono famiglie ebree che
portano titoli nobiliari e un blasone : nel Veneto, esse li hanno conseguiti
per lo più all'epoca napoleonica, e sono stati riconosciuti dall'Austria;
nel Piemonte, è stata casa Savoia a insignirle di tale titolo,
per i meriti acquistati, come già ricordato, durante l'occupazione
francese, in favore di quella classe che, vivendo al servizio dei nobili
e del clero, scappati questi, era rimasta senza possibilità di
sussistenza." - "Gli ebrei tutti prendono parte alla vita
politica, militando in tutti i partiti; negli altri paesi invece (tranne
l'Olanda, dove tradizionalmente gli askenazhiti sono socialisti e i
sefarditi liberali), gli ebrei appartengono di solito ai soli partiti
di sinistra. Questa particolare posizione degli ebrei italiani nel panorama
politico nazionale è dovuta soprattutto alla tradizione risorgimentale
: il Risorgimento italiano e movimento sociale e nazionale insieme."
- "In Italia, specialmente in Piemonte, ci sono anche ebrei monarchici,
e la cosa si spiega : Casa Savoia è sempre stata relativamente
ai tempi, si capisce, benevola con gli Ebrei, e per prima ha concesso
l'emancipazione" - "Costante è la partecipazione degli
ebrei al Governo : dal patriota e cospiratore Giuseppe Finzi(1815-1886),
che fu nel 1861 deputato al primo Parlamento italiano, a Isacco Artom(1829-1890)astigiano
segretario di Cavour, nel 1862 ministro plenipotenziario a Copenhaghen,
primo ebreo d'Europa a ricoprire una carica di diplomatico all'estero,
dal 1865 senatore insieme allo scrittore Tullio Massarani; dal veneziano
Luigi Luzzatti(1841-1927), professore di diritto costituzionale, che
fu presidente del Consiglio dopo essere stato Ministro delle Finanze,
al triestino Salvatore Barzilai(1860-1939) detto "il deputato di
Trieste al Parlamento italiano. NEL 1861 AL PARLAMENTO ITALIANO C'ERANO
6 DEPUTATI EBREI; DIECI ANNI DOPO ERANO 11. NEL 1874, SE NE CONTAVANO
15!"
cap. XII - "Nelle lotte risorgimentali Ebrei e Italiani, come abbiamo
già detto, si sono fusi nelle comuni aspirazioni di libertà:
gli Ebrei italiani si sono gettati nella mischia come Ebrei, e ne sono
usciti come Italiani." - "..si può asserire che dopo
il 1870 le condizioni degli Ebrei italiani e olandesi sono le migliori
degli Ebrei d'Europa."
cap. XIII - "...la Comunità ebraica di Bologna - che anche
dopo la cacciata degli Ebrei da Bologna nel 1836, ha continuato a sussistere
illegalmente, tenendo le sue funzioni nell'Oratorio di via Gombruti,
fondato dal centese Angelo Carpi nel 1829, ricostituita nel 1864, è
riconosciuta ufficialmente nel 1911; quella di Milano si organizza e
si avvia a diventare importante centro di vita ebraica; quella di Genova
è in continuo aumento, per l'afflusso degli ebrei dal Piemonte
e da Livorno; QUELLA DI NAPOLI, CHE HA COMINCIATO AD ORGANIZZARSI INTORNO
AL 1831, HA LA SUA SINAGOGA DOPO LA CACCIATA DEI BORBONI"(no comment).
cap.XII - (la vera chicca caramellosa che mancava al nostro "diabete"
storico) "...Fra gli scienziati ebrei di quella generazione faremo
anzitutto menzione del veronese Cesare LOMBROSO (1835-1909), pioniere
della moderna criminologia." (La dignità ci vieta commenti
di sorta. Vi rimandiamo alla Legge Mancino del 1992 e, più indietro,
al nostro olocausto 1860-1870, il cui ideologo fu proprio tal Cesare
Lombroso!
OLO CAUSTICO
II parte
Dunque, fa accapponare la pelle l'idea che il fautore del nostro olocausto
sia figlio di quella etnia "dal complesso di persecuzione"
che subì l'UNICO olocausto perfettamente riconosciuto al mondo;
quello, degli ebrei. Quel tal Lombroso, figlio di Abramo.. ma non ci
meraviglia più di tanto, se pensiamo che ai vertici delle SS
tedesche, sterminatrici di tanti, troppi ebrei, vi furono a capo proprio
degli Ebrei. Il sionismo massonico; quello che condannò a morte
sulla falsariga di quanto era accaduto nella Nazione delle Due Sicilie
anche l'intero Messico, nel 1929. Il Messico era anch'esso un paese
cattolico ed ebbe la propria vandea; ebbe i propri "sanfedisti"
che al grido di "Viva Cristo Rey" furono catapultati in un
guerra civile, feroce di stragi che durò tre anni. Già
Napoleone III, per tenere a bada i continui episodi di rivolta messicani,
guidati dall'abile regia degli Stati Uniti (interessati al petrolio
messicano), aveva proposto il cattolicissimo Massimiliano d'Asburgo
alla corona messicana ma il regno di Massimiliano, avvelenato da ulteriori
ed insistenti attacchi rivoluzionari cadde rovinosamente sotto altri
golpe ed infine arrivò ad attestarsi al potere il Partito Rivoluzionario
Istituzionale, che non è quell'ingannevole giostrina di romantiche
e sinistrorse rivendicazioni, tanto care ai giovani di tutte le generazioni
pre e post sessantottine, come è accaduto per l'incetta di attenzioni
che gli "alternativi" hanno sempre destinato ai centri sociali,
alle bandiere col faccione del Che, alle musiche degli Intillimani….Il
roboante logo leninista del Partito Rivoluzionario Istituzionale non
riesce a coprire la realtà della sua autoritaria compagine di
massoni e di anticlericali, come ci ricorda in un suo agile saggio Rino
Cammilleri, meridionalista. Anche il Messico fu scristianizzato : il
governo espulse il clero e devastò i luoghi della Fede. Iniziò
una feroce repressione dei cattolici che combatterono esattamente come
i nostri "briganti" del decennio 1860/70. Gli insorti, vessati,
non aiutati né dal Consiglio delle Nazioni né tantomeno
dalla Croce Rossa, caddero nel tranello teso dagli americani al Vaticano,
il quale ordinò ai "briganti messicani" di deporre
le armi - sembra una storia già vissuta! - ed i reduci di quella
coraggiosa lotta partigiana si tramutarono in "desaparecidos"
del Messico. Dice Cammilleri che ne morirono più DOPO la resa
che durante la Guerra! Persino in tempi odierni, al Pontefice colà
recatosi in visita non è stata riconosciuta la Sua Autorità
ed è stato ammesso in Messico - per Costituzione, Stato Ateo
- alla stregua di "signor Woityla" (rif.Fregati dalla Scuola-R.Cammilleri).
Tornando ai "fatti nostri", è evidente che la lotta
risorgimentale fu nient'altro che guerra spietata al cattolicesimo e
che nei paesi laddove il "golpe di fede" riuscì, Santa
Massona Chiesa impose i suoi dogma e le sue leggi (soprattutto, Leggi
di Mercato). Non si può quindi evitare al risorgimento italiano
il senso di "Guerra Santa".
Oggigiorno, i massoni intorbidano le acque simulando che il più
grave attacco alla Chiesa di Roma debba provenirle dall'Islam, instillando
tal tipo di congetture e di tensioni tra etnie e Fedi diverse; l'Islam,
è invece similmente allineata ai principi della pratica cattolica
e, contrariamente ai figli di Abramo e dell'Architetto Hiram Habif riconosce
la figura e il ruolo di Gesù Cristo, che fondò la CHIESA
CRISTIANA! Molti dei precetti dell'Islam somigliano ai precetti della
Chiesa Cristiana Ortodossa, in quanto a rigore e disciplina e comunque
al centro di queste due Grandi Religioni c'è l'Uomo, il discepolo,
il Profeta! Al centro del Credo Massonico, c'è null'altro che
il Potere!
L'attuale Pontefice, per chi non se ne fosse reso conto, ha piena coscienza
che si è giunti alle battute finali della trucida tenzone e che
c'è da riconquistare al Cattolicesimo, finché si è
in tempo, le posizioni perdute. Tutta quella incomprensibile sfilza
di nuovi beati e santi, di vescovi freschi di nomina, altro non è
che la risposta più efficace ai continui "golpe" massonici,
nell'intento di ricostituire un esercito VERO di cristiani; prova ne
è il gran numero di visite e di relazioni a intensificarsi con
le altre chiese cristiane : copta, ortodossa, maronita... Prova ne è
il dissenso verso il G8 di Genova. Ancora, l'intelligenza di questo
Sommo Pontefice, nel voler rendere attuale e vivibile la Realtà
Cattolica, depennando costumi ed usi mortificanti che hanno segnato
l'immagine del Vaticano, in epoche remote - se vogliamo, in maniera
estremamente penalizzante per l'immagine stessa della Chiesa - con l'avvicendarsi
al Soglio di qualche Pontefice non in linea con i precetti cristiani
ma comunque relativamente a tempi che il nostro raziocinio non riuscirebbe
ad identificare. Ci piace molto l'umiltà fiera di questo Papa
che pur consapevole del Suo potere, china il capo e chiede scusa per
le iniquità del passato. Così, come ci è parso
di scorgere un chiaro atto di precisa autoaffermazione, quando ha elevato
agli onori degli Altari Pio IX, chiaro esempio antirisorgimentalista,
antimassonico, autore della famosa scomunica ai Savoja.
A tal punto, per quanto sopra e al di là dei significati del
Concordato, in previsione del sicuro rientro dei Savoja in Italia, ci
si chiede come e quanto la Chiesa moderna potrà regolarsi con
costoro e se l'anatema lanciato da un Papa che oggi è addirittura
Santo può e deve perdere di vigore; quale mano - più santa
ancora - dovrà annullarne gli effetti, se ci sarà volontà
di procedere a remissione o altro. E' un bel rompicapo! Soprattutto,
ci premerà sapere se la Santa Sede riconoscerà nella stirpe
sabauda gli eredi di coloro che distrussero chiese e monasteri, che
dettero luogo al nostro olocausto, che distrussero gli Stati Cattolici
d'Europa, importando la Nuova Chiesa, la Massoneria! Oggi, la scelta
di professione di fede si rende più che mai necessaria e chi
decide di prendere le distanze dall'establishement massonico sa che
rischierà d'essere poi definito "clericale", "papista",
"becero bizzoco paolotto".. E' questo l'unico prezzo da pagare
ma la posta in gioco è davvero alta e conviene rischiare.
Siamo vicini, veramente in senso cristiano, condividendone l'orrore
e il dolore, a tutte le vittime del SOLO olocausto che la Storia si
compiace di ricordare ma vorremmo aggregare nell'omaggio e nella pietà
agli Ebrei anche le vittime di altri olocausti (caustici) che la Storia
preferisce obliare. Parlo del nostro milione di vittime meridionali
e parlo dei cattolici messicani ma anche di altri popoli civili come,
ad esempio, il popolo curdo..... ed anche dei 274 sudditi più
un re del popolo dell'atollo di Bikini.
Verrà il giorno in cui ogni Nazione Saprà quindi la Fede
Potrà!
Marina
Salvadore (A.D.2001)
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